La vendemmia
La vendemmia inizia a ottobre per le uve rosse e mai prima del 20 settembre per le bianche.
La proprietà di Castello d’Albola si estende per 850 ettari, di cui 157 coltivati a vite.
Quasi il 90% delle superficie vitata è occupato dal vitigno autoctono principe, il Sangiovese. Precisamente il clone del “Sangioveto” (antico nome del Sangiovese Grosso di Toscana). Gli altri vitigni coltivati sono Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Canaiolo.
L’età media dei vigneti è di circa 20 anni, tutti esposti a mezzogiorno (permettendo il raggiungimento di un’ottimale maturazione delle uve) a un’altitudine compresa tra i 350 e i 550 metri slm, radicati su terreni composti in prevalenza da alberese (tessitura argillosa particolarmente adatta per i vini rossi) e galestro (buon drenaggio e ottima capacità di trattenere e cedere gli elementi nutritivi), godendo del microclima favorevole di Castello d’Albola.
Allevamento: spalliera, con densità 5000 ceppi per ettaro.
Dal 1999, ogni anno sono estirpati e reimpiantati, secondo i più moderni criteri qualitativi, circa 10 ettari di vigneto, andando a scegliere i cloni di sangiovese che hanno dimostrato un ottimo adattamento al terreno e al clima delle singole microzone di Castello d’Albola.
Le ricerche scientifiche e le sperimentazioni sul vitigno del Sangioveto, in continua evoluzione, vengono eseguite in collaborazione con il Ministero delle Risorse Agricole e con il Consorzio del Chianti Classico.
Il processo decisionale relativo al tempo della raccolta delle uve nei vigneti di Castello d’Albola riveste un’importanza primaria e rappresenta il momento cruciale di un’intera annata vinicola.
L’andamento della maturazione viene tradizionalmente seguito monitorando giorno per giorno l’evoluzione degli zuccheri e degli acidi. Spetta al Direttore enologo Alessandro Gallo, coadiuvato dall’agronomo Luca Cavallaro, determinare la maturità enologica (fisiologica, tecnologica, fenolica, aromatica, ecc.) delle singole varietà di uva e decidere la data del primo giorno di vendemmia.
Arrivano a questa scelta dopo aver prelevato ogni settimana circa 500 acini con pedicello, di cui 400 destinati all’analisi chimica, i rimanenti a quella sensoriale. Normalmente da un grappolo si prelevano 2 acini, uno esposto all’interno l’altro esposto al sole.
Per la vendemmia delle uve destinate alla produzione di vini rossi di elevata qualità è importantissimo conoscere la maturità polifenolica e l’accumulo delle sostanze coloranti contenute nella pellicola delle bucce. I nostri tecnici con periodicità assaggiano le uve dei vari vigneti per verificare rapidamente, secondo il metodo dell’analisi sensoriale, il grado di maturazione.
Le fasi di raccolta delle uve bianche Chardonnay e Malvasia sono diverse da quelle dell’uva nera. I nostri dati statistici degli ultimi 20 anni indicano che la vendemmia delle uve bianche non inizia mai prima del 20 settembre e comunque sempre nell’ultima settimana di questo mese. La raccolta della cultivar Chardonnay, nel vigneto Le Fagge di 4 ettari con esposizione sud-est dura solitamente due giorni.
I grappoli di Malvasia Bianca prodotti nel vigneto Casanova di 2 ettari e destinati totalmente alla produzione del Vinsanto vengono selezionati e raccolti a mano ad uno ad uno e messi in cassette destinate poi all’appassimento naturale.
Come da buona tradizione chiantigiana, ogni vendemmia delle uve rosse qui inizia a ottobre. Il Sangiovese, infatti, a queste altitudini matura più tardi, ma vendemmiare in ottobre presenta un vantaggio, in quanto beneficia di un lungo ciclo vegetativo che facilita l'accumulo di sostanze polifenoliche all'interno della buccia, favorendo conseguentemente la struttura e l’armonia dei vini.
Nei vitigni di Chianti Classico prevale il Sangiovese, (il nostro è il clone Sangioveto) coltivato su 137 ettari, il Canaiolo su 4 ettari e il Cabernet Sauvignon su 10 ettari, ultima uva ad essere vendemmiata, che entra a far parte del famoso SuperTuscan Acciaiolo. A Castello d'Albola si pratica una vendemmia selezionata, che punta alla qualità del frutto, ritenuto l'aspetto più importante del vino e si inzia sempre con le prime uve rosse ben mature e sane prodotte nei vigneti collinari tra i 350 e i 450 metri.
A metà di ottobre inizia la vendemmia totalmente manuale con la cernita dei migliori grappoli destinati alla produzione dei cru di Castello d’Albola. Si inizia dai vigneti storici esposti a mezzogiorno denominati Selvole, Capaccia, Madonnino, Marangone, Acciaiolo per finire con il vigneto "Il Solatio" che si trova su un appezzamento di estrema pendenza e con suolo pietroso ad una altitudine tra i 550 e i 580 metri.
I grappoli sono abbastanza piccoli, spargoli, con acini non troppo serrati ed esposti al sole e al vento cosicché mantengono un perfetto stato fito-sanitario naturale. Al momento della raccolta la gradazione zuccherina delle uve rosse di Castello d’Albola nella norma supera i 19 gradi babo e per alcuni cru le uve raggiungono anche i 21 gradi babo.
Appena vendemmiati i grappoli vengono portati rapidamente in cantina dove ha inizio il processo di vinificazione.
Nelle colline di Albola la vendemmia delle uve rosse termina solitamente il 23 e il 25 ottobre.