La storia di questo territorio è antica e a volte incerta.
Pare, ad esempio, che la denominazione Chianti provenga dalla famiglia etrusca dei Clante, che abitò queste terre tra il VII e l’VIII secolo a. C., introducendo nella regione la coltivazione della vite.
Un’altra versione vuole, invece, che fossero i “clangor”, i rumori o gli squilli di tromba, che anticamente risuonavano in quel paradiso naturale per la caccia, ad aver dato il nome a questa straordinaria parte di Toscana che il sommo poeta Dante avrebbe descritto “una selva aspra e forte”.
Fu il granduca di Toscana Cosimo III che nel 1716 con un bando creò per primo la “denominazione Chianti” delineando l’area di produzione del grande rosso.
Dopo aver riscosso un notevole successo, a fine ‘800, Bettino Ricasoli, dopo vari studi ed esperimenti scrisse la “formula di mescolanza delle uve” del Chianti: 7/10 Sangioveto (dava profumo e vigoria), 2/10 di Canaiolo (amabilità), 1/10 di Malvasia (immediata bevibilità), che sarà alla base del Chianti Classico.
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