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Territorio

Territorio

Colline disegnate dai vigneti, testimonianze di storia e cultura medievali, castelli, badie e ville di eccezionale bellezza.
Ognuno di questi elementi fa parte del territorio del Chianti, così unico al mondo.
La storia di questo territorio è antica e a volte incerta.

Pare, ad esempio, che la denominazione Chianti provenga dalla famiglia etrusca dei Clante, che abitò queste terre tra il VII e l'VIII secolo a. C., introducendo nella regione la coltivazione della vite.

Un'altra versione vuole, invece, che fossero i 'clangor', i rumori o gli squilli di tromba, che anticamente risuonavano in quel paradiso naturale per la caccia, ad aver dato il nome a questa straordinaria parte di Toscana che il sommo poeta Dante avrebbe descritto "una selva aspra e forte".

Fu il granduca di Toscana Cosimo III che nel 1716 con un bando creò per primo la "denominazione Chianti" delineando l'area di produzione del grande rosso.

A fine '800, Bettino Ricasoli, dopo vari studi ed esperimenti, scrisse la "formula di mescolanza delle uve" del Chianti: 7/10 Sangioveto (dava profumo e vigoria), 2/10 di Canaiolo (amabilità), 1/10 di Malvasia (immediata bevibilità), che sarà alla base del Chianti Classico.

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La denominazione

La denominazione Chianti Classico comprende la zona "storica" (quella della Lega) di Radda in Chianti, Castellina in Chianti, Gaiole e parte del comune di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi nella provincia di Siena. Infine, nel fiorentino, Greve in Chianti, parte dei comuni di Barberino Val d'Elsa, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa.

Il consorzio di tutela del Chianti Classico - marchio storico, che ha per simbolo il gallo nero - nasce nel 1924; oggi sono oltre 5000 gli ettari iscritti.

Il Chianti Classico riceve la DOC (denominazione origine controllata) nel 1967, diventa DOGC nel 1984 (insieme al Chianti, la denominazione che riunisce varie sottozone nell'intera Toscana) e nel 1996 diventa DOCG autonoma (con disciplinare distinto).